Andrea Vernucci

The Arts. The Crafts. The Magic.

(+39)3470523909

L’amore e l’Universo.

Non siamo soli nell’universo.

Eppure, siamo gli unici osservatori che conosciamo. E cosí da centinaia di secoli scrutiamo l’oscuritá impenetrabile cercando di carpire i misteri dell’universo.

Ma come possono creature cosi primitive comprendere forze così grandi? Come possiamo esperienziare la scintilla della vita, l’immensitá dell’oblio, la devastazione di un buco nero, la dustruzione di una tempesta di meteoriti o il distante silenzio di astri in fiamme?

C’é stato dato un assaggio di tutto questo, nascosto tra le pieghe della vita, in piccola scala. Una forza primale e misteriosa, che ci distrugge e ricostruisce, abbandona e ritrova, trasforma e pervade.

Per imparare l’universo sulla sua pelle, l’uomo conosce...l’Amore.

Trasformazione.

Non credo nel cambiamento.

Il cambiamento é qualcosa che accade. Un impatto, un fatto che squarcia la realtà che si vive. Qualcosa che si subisce.

Una portata che si sceglie a caso da un menù che non si conosce.

Non è possibile credervi. Non si cavalca un cambiamento, non lo si conosce e non può essere una bandiera: il cambiamento é l'evento stesso che eventualmente ci farà scegliere una bandiera, un credo, un'idea rispetto ad un'altra.

Si tratta di un'esplosione, non é ciò che viene prima di essa né ciò che viene dopo.

Io credo e posso credere, quando si parla di persone e situazioni, nell'ascoltare un'evoluzione.

Di capire un flusso, studiarlo.

Posso credere e investire volontà nella trasformazione delle cose, delle persone, degli eventi, dei popoli.

Credo in quel processo quasi alchemico che porta la volontà e la direzione, quella di evolvere così come quella di comprendere, a diventare mozione e lentamente a mutare gli eventi e le cose.

Comprendo quanto sia facile pensare di credere nel cambiamento, ma non vi trovo un significato se non quello di ciecamente rifuggire una realtà di cui si ha paura e andare oltre. A qualcosa di cambiato, nuovo.

E' facile perché si crede ad un evento che cambierà per sempre le nostre vite, un "restart", un bottone.

Questo é sottoscrivere un cambiamento.

Un restyling perché l'abbiamo visto su un giornale o sentito dire.

Lasciamoci invece andare oltre la paura, lasciamoci comprendere i nostri stati di disagio e sconforto. Lasciamo che ciò che ci spaventa ci parli e ci racconti perché ci spaventa, così potremo comprendere che la nostra pura più profonda é proprio il cambiamento che si é abbattuto su di noi.

E che non sappiamo come affrontare.

Dalla comprensione di non sapere come fare, possiamo fare leva sulla nostra umanità e lentamente cominciare ad affrontare il cambiamento.

A cambiare la nostra forma singolare e societaria.

A mutare, a trasformarci.

Ad avere nuova forma.

Una forma adatta ad affrontare i nuovi tempi e la nuova vita davanti a noi.

E' importante capire perché crollano edifici e società così come perché crollano parti e certezze di noi: solo questa comprensione ci darà la lucidità e la saggezza per evolvere. Per trasformarci. Per essere migliori.

Invece di "cambiare", perdendoci sempre e comunque, inebetiti dall'incapacità di sbagliare e ricominciare senza flaggellarci e flagellare.

Io credo nella trasformazione. Ecco, si.

Non c’é nessun posto come casa.

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Cara Dorothy,

oggi mi lascio andare a questa bellezza. Alla fioritura che celebro, mentre tutto fa l’Amore. Alla lenta realizzazione della gioia che avviene se mi lascio andare al flusso, come tenta di insegnarmi questa terra di fiume da anni. Cedo alla meraviglia che provo adesso, e a quella che verrá. Forse, i papaveri lungo la via di mattoni dorati erano li per portarci in altri mondi, migliori. Per insegnarci a chiudere gli occhi e sognare ancora.

Che la cittá di Smeraldo é tutta una farsa.

Ho scoperto che c’é tra i papaveri una deviazione dal sentiero di mattoni dorati. Un vialetto,

É un po dissestato, discontinuo e in salita. Porta qui. Alle braccia del mio uomo, alla mia famiglia, e al canto della Dea. A casa.

Primavera: rinascita spirituale.

Buona Primavera.

Non augurerò Buona Pasqua, e nemmeno Buona Ostara.

La Dea é viva: é Vita attorno a noi, che si risveglia, che vive di nuovo, che ci chiama e ci permea ed inonda. Ci ama, ci nutre, ci fa di nuovo respirare.

La Dea é in noi, attorno a noi. Presente. Qui. Ora.

La Dea ha certamente un nome in questa stagione: e quel nome nella nostra lingua é Primavera.

E' Pasqua per i Cristiani. E' Ostara per i pagani. E chissà quanti altri nomi. E quante lotte, per accaparrarsi la ragione sul "da dove viene veramente la Pasqua". C'é chi sostiene sia frutto del Cristianesimo stesso, che pure ha rilevato alcune tradizioni pagane. C'é chi dice che venga dal nome della Dea Oestre, o peggio Ishtar, che a parte la fonetica c'entra molto poco. Ma é proprio qui che giace il problema: non si tratta di religioni a confronto. Nessuno ha ragione. Non ha importanza se c'é un "mito" più vero di un'altro. Perché il "mito" é "mito". Ha origine dagli stessi archetipi, in ogni sua trasposizione. Non serve torcere la storia per far notare quanto i cristiani abbiano sovrascritto il paganesimo: é evidente e cosa nota. E non serve a nessun pagano rivendicare di contro la Pasqua in una perenne ricerca di un'approvazione che non solo non arriverà, ma che si cerca dalle stesse persone che si ritengono "addormentati". Si cammina una strada conflittuale, in entrambi i casi, senza che questo conflitto sterile possa portare da qualche parte. Si chiama polemica. I conflitti in natura invece portano sempre da qualche parte. Dovremo quindi forse silenziarci e ascoltare il silenzio.

Se ci focalizziamo sull'avere ragione, stiamo dimenticando di VIVERE quello che la Dea in questa stagione ci sta dicendo: rinasci dal passato, figlio mio. Vivi. Vivi di Nuovo.

Se guardo la storia, non vedo nei cristiani appropriazioni molto diverse da quelle che oggi il mondo occidentale fa con le filosofie orientali. Ma il "mito" é e rimane un mito. Un aiuto, come ripeto sempre, a creare nella nostra mente umana una figura, un immagine che ci possa guidare nel convogliare e nel sentire un flusso di energia particolare, con certe caratteristiche o in un determinato momento dell'anno. 

Ecco spuntare quindi Ostara, Oestre, Cristo che risorge, e mille altri nomi di divinità, influenzati dalla società circostante. 

Amo parlare di Ostara ad esempio, perché quel tipo di immagine ha su di me un'effetto immediato e mi connette esattamente a dove voglio andare, la mia mente é umana: ha bisogno del mito. Quel mito, parla la mia "lingua". E quel mito, é sempre stato detto e scritto da un altro umano, ad un momento nella storia. 

Gli sono molto grato, ma se mi sconnettessi dal mio autentico sentire e celebrassi un nome per celebrare il nome, non sarei molto distante da chi segue una religione giusto per non farsi domande.

Le vere origini della parola "Pasqua" non mi interessano. 

Io sono qui, vivo, oggi. E il mio sentire spirituale può essere aiutato da tradizioni e miti. Ma se diventa solo ripetizione di tradizioni e miti, é niente.

Ecco perché credo che sia tempo di finirla, di smetterla, e di riaprire gli occhi. Che ognuno si desti e si ritorni a osservare, a sentire davvero. A vivere qui e ora la natura e la forza della Dea che é viva attorno a noi. Mettiamo sull'altare chi vogliamo, usiamo le storie che più ci piacciono. Tolkien, se preferiamo. 

Ma onoriamo la Vita, che ritorna, che fiorisce attorno a noi, che ci inonda di sole. Ascoltiamo il nostro cuore che batte più forte, la pressione sanguigna che riemerge, i piedi che ci chiedono di uscire,  i nostri sogni che ci chiedono di essere seminati, curati e portati a compimento: tutto questo, in cui noi siamo e che é attorno a noi, é la Dea. Che é Viva, e ci chiama!

 

Non augurerò Buona Pasqua, perché non sono cristiano. Non augurerò Buona Ostara perché non sono un pagano e non ho bisogno di validare sempre ogni mio sentire con tradizioni millenarie. Quelle vanno onorate ed imparate, ma il mio sentire, se lo approfondisco, é vivo e valido. E' vita!

In questa stagione onoro infatti le tradizioni che più sento vicine a me: la celebrazione dell'equinozio, un piccolo altare ai nomi della Dea a primavera (tra cui Ostara) di genti che prima di me l'hanno trovata a loro affine in questa forma.

Ma sono un Sacerdote della Dea, e augurerò a tutti BUONA PRIMAVERA.

Perché la Dea permea ogni pensiero, anche quelli diversi dai nostri. 

E perché la Dea non é una religione: é la vita, é il culto della Terra su cui viviamo, di ciò che rigoglioso vive e perisce, che respira o meno. Ci include, ci riguarda, é tangibile. Ed é anche intangibile: é la magia silenziosa che sappiamo esistere, che unifica i nostri pensieri, che crea i sentimenti e la meraviglia, é il mistero che non spieghiamo. Ed é vera quanto la fioritura.

Auguro buona primavera perché un augurio non é un imporre una vista religiosa, ma augurare agli altri un buon auspicio per il momento della vita che vivono. E' cosa degli altri. Un dono che si fa.

E allora auguro buona primavera, perché la vostra primavera sia il vostro vero momento di rinascita. Che possiate muovervi con la Dea che é Natura, armoniosi e liberi, godendo dei raggi del sole e trovando nuova linfa nel vostro essere.

Che possiate essere liberi dai "vestiti della festa" o dalle maschere che troppo a lungo avete portato, che la vostra voce possa echeggiare cristallina e che i vostri occhi sappiano nutrirsi della bellezza che la Dea ci mostra: che possiamo tutti essere come l'erba e fiori di questa stagione. Pronti a gioire, a fiorire in bellezza.

Che possiamo tutti cogliere il mistero e la magia dell'uovo della vita, la superficie che noi stessi schiudiamo per rivelarci nella nostra vera forma.

Che possano i miti, la fantasia e le tradizioni guidarci, ispirarci, dipingerci e insegnarci senza farci dimenticare di onorare colei che tutto per tutti genera e tutto e per tutti é: la Dea, in cui noi siamo e viviamo. 

Possa essere per tutti noi una Primavera di forte risveglio, ispirazione e nuova Vita.

Alziamo le braccia al cielo. Respiriamo. Apriamo gli occhi.

Ecco la Dea, ecco la Vita. Ecco, é Primavera.

Viviamola.

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Vivi ogni giorno come se fosse il primo.

Sei umano. Ed é il motivo per cui sei qui, e perché sei fatto cosi.

Abbraccia, tocca, senti, prova. Trova la tua serenità, e arrabbiati, di quella rabbia che innerva il tuo spirito. Sfogati, vivi le emozioni che porti dentro dalla prima all'ultima. Vivile davvero. Lascia che ti attraversino senza aggrapparsi a come vivi la vita, e che ti mostrino dove ti puoi spingere. Lascia che ti insegnino le lezioni che ti aiuteranno. Sbaglia. E ripeti, un poco meglio ogni volta. Meglio per te, non meglio per quello che si dovrebbe fare secondo qualcun altro, su un'altra strada, un'altra volta. Secondo te, il tuo sentire, quella cosa che ti parla e urla dentro.

Stai con le persone, vivi con loro pezzi della strada o tutta la vita, impara che il mondo non ruota attorno a te e che le cose cambiano. E che possono farlo con la consapevolezza che va bene cosi. Sorridi, piangi, sii contento, concediti di essere triste. Ridi sguaiatamente e corri in modo scomposto. Accogli e lascia andare. Sii spettinato e lasciati spettinare. Ascolta musica che ti muove il cuore, di chiunque sia, scrivila se vuoi, e rendilo un momento sacro per il tuo spirito. Cerca l'illuminazione per portarla nelle tue ombre e guardale danzare. Accetta che viviamo in questo tempo: la Dea, la Natura, l'Universo, sono in ogni piccola scelta e in ogni piccola cosa, anche in quelle brutte e terribili che in questo mondo non ti piacciono. Ecco perché devi rimboccarti le maniche e dire la tua, anche sbagliando, anche cambiando idea. Perché le tue parole e il tuo modo di fare toccano quel mondo, un passo alla volta.

Non illuderti: la realtà é già sorprendente se la guardi davvero. Prendi la rincorsa e accetta che sei umano, qui ed ora, e fai di quell'umanità ogni giorno qualcosa di più di quello che sei abituato a farne. Hai tutti i colori dentro, ascoltali.

Di cose di cui ti pentirai, mangia quella cioccolata, prendi quel treno e fai quel bagno di mezzanotte. Impara ogni giorno come il concentrato di materia senziente e consapevole che sei é parte integrante di tutto e allo stesso tempo di come tu sia l'unica speranza dell'Universo di vivere quella vita che vivi esattamente ed unicamente come la potresti vivere solo tu, e nessun altro.

Vivi ogni giorno come se fosse il primo.

E Ama. Ama senza paura.

Non avere paura di fiorire

“Non avere paura di fiorire.
Non avere paura di farlo da sola.
Non avere paura di essere protagonista della tua vita.
Ribelle e selvaggia, libera.
Muoviti con grazia,
e dona i frutti del tuo cuore con onestà.
Chi ti ama, amerà la tua fioritura.
Ti lascerà fare la tua strada.
E degli altri sarà il tempo la cura.
Non avere paura di sbocciare.
Non tutti i fiori sono in un prato fiorito o in un giardino.
Sii fiore d'acqua, fiore in una citta o fiore del deserto.
Ma non avere mai piu paura di fiorire.
Eri certa di essere un seme,
Ma sei sempre stata un fiore,
Tutto questo tempo.”

A mia madre, a mia sorella, alla mia migliore amica.
E a me. Alla fioritura.