Andrea Vernucci

Sacerdote della Dea

Primavera: rinascita spirituale.

Buona Primavera.

Non augurerò Buona Pasqua, e nemmeno Buona Ostara.

La Dea é viva: é Vita attorno a noi, che si risveglia, che vive di nuovo, che ci chiama e ci permea ed inonda. Ci ama, ci nutre, ci fa di nuovo respirare.

La Dea é in noi, attorno a noi. Presente. Qui. Ora.

La Dea ha certamente un nome in questa stagione: e quel nome nella nostra lingua é Primavera.

E' Pasqua per i Cristiani. E' Ostara per i pagani. E chissà quanti altri nomi. E quante lotte, per accaparrarsi la ragione sul "da dove viene veramente la Pasqua". C'é chi sostiene sia frutto del Cristianesimo stesso, che pure ha rilevato alcune tradizioni pagane. C'é chi dice che venga dal nome della Dea Oestre, o peggio Ishtar, che a parte la fonetica c'entra molto poco. Ma é proprio qui che giace il problema: non si tratta di religioni a confronto. Nessuno ha ragione. Non ha importanza se c'é un "mito" più vero di un'altro. Perché il "mito" é "mito". Ha origine dagli stessi archetipi, in ogni sua trasposizione. Non serve torcere la storia per far notare quanto i cristiani abbiano sovrascritto il paganesimo: é evidente e cosa nota. E non serve a nessun pagano rivendicare di contro la Pasqua in una perenne ricerca di un'approvazione che non solo non arriverà, ma che si cerca dalle stesse persone che si ritengono "addormentati". Si cammina una strada conflittuale, in entrambi i casi, senza che questo conflitto sterile possa portare da qualche parte. Si chiama polemica. I conflitti in natura invece portano sempre da qualche parte. Dovremo quindi forse silenziarci e ascoltare il silenzio.

Se ci focalizziamo sull'avere ragione, stiamo dimenticando di VIVERE quello che la Dea in questa stagione ci sta dicendo: rinasci dal passato, figlio mio. Vivi. Vivi di Nuovo.

Se guardo la storia, non vedo nei cristiani appropriazioni molto diverse da quelle che oggi il mondo occidentale fa con le filosofie orientali. Ma il "mito" é e rimane un mito. Un aiuto, come ripeto sempre, a creare nella nostra mente umana una figura, un immagine che ci possa guidare nel convogliare e nel sentire un flusso di energia particolare, con certe caratteristiche o in un determinato momento dell'anno. 

Ecco spuntare quindi Ostara, Oestre, Cristo che risorge, e mille altri nomi di divinità, influenzati dalla società circostante. 

Amo parlare di Ostara ad esempio, perché quel tipo di immagine ha su di me un'effetto immediato e mi connette esattamente a dove voglio andare, la mia mente é umana: ha bisogno del mito. Quel mito, parla la mia "lingua". E quel mito, é sempre stato detto e scritto da un altro umano, ad un momento nella storia. 

Gli sono molto grato, ma se mi sconnettessi dal mio autentico sentire e celebrassi un nome per celebrare il nome, non sarei molto distante da chi segue una religione giusto per non farsi domande.

Le vere origini della parola "Pasqua" non mi interessano. 

Io sono qui, vivo, oggi. E il mio sentire spirituale può essere aiutato da tradizioni e miti. Ma se diventa solo ripetizione di tradizioni e miti, é niente.

Ecco perché credo che sia tempo di finirla, di smetterla, e di riaprire gli occhi. Che ognuno si desti e si ritorni a osservare, a sentire davvero. A vivere qui e ora la natura e la forza della Dea che é viva attorno a noi. Mettiamo sull'altare chi vogliamo, usiamo le storie che più ci piacciono. Tolkien, se preferiamo. 

Ma onoriamo la Vita, che ritorna, che fiorisce attorno a noi, che ci inonda di sole. Ascoltiamo il nostro cuore che batte più forte, la pressione sanguigna che riemerge, i piedi che ci chiedono di uscire,  i nostri sogni che ci chiedono di essere seminati, curati e portati a compimento: tutto questo, in cui noi siamo e che é attorno a noi, é la Dea. Che é Viva, e ci chiama!

 

Non augurerò Buona Pasqua, perché non sono cristiano. Non augurerò Buona Ostara perché non sono un pagano e non ho bisogno di validare sempre ogni mio sentire con tradizioni millenarie. Quelle vanno onorate ed imparate, ma il mio sentire, se lo approfondisco, é vivo e valido. E' vita!

In questa stagione onoro infatti le tradizioni che più sento vicine a me: la celebrazione dell'equinozio, un piccolo altare ai nomi della Dea a primavera (tra cui Ostara) di genti che prima di me l'hanno trovata a loro affine in questa forma.

Ma sono un Sacerdote della Dea, e augurerò a tutti BUONA PRIMAVERA.

Perché la Dea permea ogni pensiero, anche quelli diversi dai nostri. 

E perché la Dea non é una religione: é la vita, é il culto della Terra su cui viviamo, di ciò che rigoglioso vive e perisce, che respira o meno. Ci include, ci riguarda, é tangibile. Ed é anche intangibile: é la magia silenziosa che sappiamo esistere, che unifica i nostri pensieri, che crea i sentimenti e la meraviglia, é il mistero che non spieghiamo. Ed é vera quanto la fioritura.

Auguro buona primavera perché un augurio non é un imporre una vista religiosa, ma augurare agli altri un buon auspicio per il momento della vita che vivono. E' cosa degli altri. Un dono che si fa.

E allora auguro buona primavera, perché la vostra primavera sia il vostro vero momento di rinascita. Che possiate muovervi con la Dea che é Natura, armoniosi e liberi, godendo dei raggi del sole e trovando nuova linfa nel vostro essere.

Che possiate essere liberi dai "vestiti della festa" o dalle maschere che troppo a lungo avete portato, che la vostra voce possa echeggiare cristallina e che i vostri occhi sappiano nutrirsi della bellezza che la Dea ci mostra: che possiamo tutti essere come l'erba e fiori di questa stagione. Pronti a gioire, a fiorire in bellezza.

Che possiamo tutti cogliere il mistero e la magia dell'uovo della vita, la superficie che noi stessi schiudiamo per rivelarci nella nostra vera forma.

Che possano i miti, la fantasia e le tradizioni guidarci, ispirarci, dipingerci e insegnarci senza farci dimenticare di onorare colei che tutto per tutti genera e tutto e per tutti é: la Dea, in cui noi siamo e viviamo. 

Possa essere per tutti noi una Primavera di forte risveglio, ispirazione e nuova Vita.

Alziamo le braccia al cielo. Respiriamo. Apriamo gli occhi.

Ecco la Dea, ecco la Vita. Ecco, é Primavera.

Viviamola.

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