Andrea Vernucci

Sacerdote della Dea

Trasformazione.

Non credo nel cambiamento.

Il cambiamento é qualcosa che accade. Un impatto, un fatto che squarcia la realtà che si vive. Qualcosa che si subisce.

Una portata che si sceglie a caso da un menù che non si conosce.

Non è possibile credervi. Non si cavalca un cambiamento, non lo si conosce e non può essere una bandiera: il cambiamento é l'evento stesso che eventualmente ci farà scegliere una bandiera, un credo, un'idea rispetto ad un'altra.

Si tratta di un'esplosione, non é ciò che viene prima di essa né ciò che viene dopo.

Io credo e posso credere, quando si parla di persone e situazioni, nell'ascoltare un'evoluzione.

Di capire un flusso, studiarlo.

Posso credere e investire volontà nella trasformazione delle cose, delle persone, degli eventi, dei popoli.

Credo in quel processo quasi alchemico che porta la volontà e la direzione, quella di evolvere così come quella di comprendere, a diventare mozione e lentamente a mutare gli eventi e le cose.

Comprendo quanto sia facile pensare di credere nel cambiamento, ma non vi trovo un significato se non quello di ciecamente rifuggire una realtà di cui si ha paura e andare oltre. A qualcosa di cambiato, nuovo.

E' facile perché si crede ad un evento che cambierà per sempre le nostre vite, un "restart", un bottone.

Questo é sottoscrivere un cambiamento.

Un restyling perché l'abbiamo visto su un giornale o sentito dire.

Lasciamoci invece andare oltre la paura, lasciamoci comprendere i nostri stati di disagio e sconforto. Lasciamo che ciò che ci spaventa ci parli e ci racconti perché ci spaventa, così potremo comprendere che la nostra pura più profonda é proprio il cambiamento che si é abbattuto su di noi.

E che non sappiamo come affrontare.

Dalla comprensione di non sapere come fare, possiamo fare leva sulla nostra umanità e lentamente cominciare ad affrontare il cambiamento.

A cambiare la nostra forma singolare e societaria.

A mutare, a trasformarci.

Ad avere nuova forma.

Una forma adatta ad affrontare i nuovi tempi e la nuova vita davanti a noi.

E' importante capire perché crollano edifici e società così come perché crollano parti e certezze di noi: solo questa comprensione ci darà la lucidità e la saggezza per evolvere. Per trasformarci. Per essere migliori.

Invece di "cambiare", perdendoci sempre e comunque, inebetiti dall'incapacità di sbagliare e ricominciare senza flaggellarci e flagellare.

Io credo nella trasformazione. Ecco, si.