Andrea Vernucci

Sacerdote della Dea

Chiese, templi e spirito.

Sono entrato in una chiesa in un piccolo paesino oggi. Io amo le chiese vuote.
Le religioni, come tutte le cose profondamente ambivalenti, portano conflitti e morti, bigottismo e ipocrisia. Ma le chiese, come le sinagoghe e i templi, sono manifestazioni dell'arte umana. Di quell'atto divino ed ispirato che è votato a creare un luogo sacro anche dove la natura non arriva. Tra tutte le brutture architettoniche dell'uomo che deturpano la natura, le chiese invece si sposano con Lei e sono bellissime anche in rovina. Tra tutte le barbarie delle religioni, le chiese sono Asilo e rifugio, luogo sacro di meditazione e dimensione fuori dallo spazio e dal tempo. Nella chiusura e nel rigore delle religioni, questi luoghi parlano da soli allo spirito. Senza bisogno di preti, parole, messe. Io amo le chiese vuote, dove tutti vengono per ritrovarsi. Per ascoltarsi.
Non è importante io sia Pagano, o un sacerdote della Dea. Non lo è perchè la Dea è anche questo: è l'altare di Maria, la Madre, sempre acceso, è l'affetto che tutti nutrono verso di Lei che è Madre per l'umanità. La Dea è quella fede che porta gli umani a costruire questi edifici magnifici che mi rendono orgoglioso delle capacità umane, di questa lode alle arti che è ispirazione della Dea. Sono luoghi sacri per tutti, che non raccolgono il fardello delle religioni, ma lo spirito migliore delle persone. Le preghiere. Gli intenti ed i talenti. È questo che si respira in questi luoghi.
E seppure io ami i miei boschi e le mie lande ed esse siano il mio tempio sopra ogni cosa, trovo che questi luoghi, dalle moschee alle cattedrali, vuote e deserte, silenziose, offrano rifugio e conforto spirituale. Un tocco gentile, la voce della Dea, la bellezza del mondo oltre le nebbie che riemerge, e ci parla anche nei luoghi dove a volte sembriamo non udire la sua voce.