Andrea Vernucci

Sacerdote della Dea

Il suono delle nuvole

C’é una progressione, nel moto delle nuvole la mattina. Se le osserviamo da un giardino, con i nostri piedi che incontrano l’erba bagnata, sentiamo l’eco dei loro passi. Le vediamo sfilare tra i colori del crema e del rosa, rivelando l’azzurro, svelando l’alba.

I cori delle farfalle, ci parlano del tempo che scorre. Il suono delle nuvole é questo: il movimento a tinte pastello delle nubi il mattino.

Mentre ancora tentiamo di ricordare i sogni della notte precedente, mentre il retrogusto nella nostra bocca parla ancora delle ultime, troppe, parole del giorno precedente. Il mondo, scorre. 

Il suono delle nuvole ci riporta alla nostra dimensione saggia e consapevole, e ci fa quasi inorridire di fronte a quanto avventati e rapidi a volte siamo. Ed é umano.Il coro dei nembi del cielo ci rasserena e ci fa un po’ ridere di noi. Delle nostre paure, che muovono grandi parole, e sconvolgono le nostre dialettiche. E ci lasciano soli nel silenzio del tiepido mattino, a spazzare via gli eccessi e areare gli ambienti del nostro pensare.

Possiamo scusarci, possiamo ripensare, riformulare. O possiamo andare avanti.

In fondo, se siamo veramente felici e sereni, la forma non conta. Il come ci si é arrivati non conta più. E se un momento non é andato come speravamo, non é importante: ci saranno nuovi momenti. Sbagliamo tutti, facciamo figuracce tutti, ed usiamo tutti modi e toni che ci eravamo ripromessi di non usare più. Perché capita, e siamo umani. E non viviamo nella nostra boccia di vetro, ma circondati da altri mari, che per noi, con noi o contro di noi si agitano e vanno in tempesta. Ma come sempre, e come ci insegnano le nubi del mattino, il problema non siamo noi: il mondo non ruota attorno a noi.

Possiamo prendere un libro, una candela e una campana e scacciare tutti i fantasmi con il suono delle nuvole, il mattino. E ritornare ad essere quella cosa che siamo veramente, e che a volte sbaglia e regredisce.

Il mattino ci possiamo perdonare, possiamo ridere di noi, e possiamo ricominciare. Con leggerezza e grazia. E gratitudine, per avere un altro mattino.

In questo silenzio, in questi colori pastello meravigliosi.

E’ il suono delle nubi, all’alba.